Affido familiare: perché e come diventare oggi genitori affidatari



In linea con la mission di Cinisellonline.it e Nordmilanonline.it di raccontare il territorio con un occhio di riguardo per le iniziative di carattere sociale, abbiamo incontrato Valeria Curreli e Marianna Nardulli, rispettivamente Responsabile Servizi di IPIS (che coinvolge i Comuni di Bresso, Cinisello Balsamo, Cormano e Cusano Milanino) e Operatrice di Rete per la Cooperativa La Grande Casa.

Con loro abbiamo parlato del servizio affidi sul nostro territorio e deciso di aiutarle nella campagna di informazione e sensibilizzazione sull’affido familiare: il servizio affidi intercomunale “Affidi.Amo…Ci” è gestito dall’Azienda Consortile Insieme per il Sociale (IPIS) e, tramite appalto, dalla Cooperativa sociale La Grande Casa, i quali hanno al loro attivo anni di duro e proficuo lavoro sul territorio per favorire accoglienza e sostegno.

Un’occasione per incontrare a breve i rappresentanti del servizio affidi e poter confrontarsi con loro sul tema o chiedere informazioni, è la 16sima edizione della “StraCinisello”, manifestazione podistica cinisellese che si svolge domenica 22 aprile 2018, alla quale saranno presenti con un corner.

Prima di entrare nello specifico sul lavoro svolto, vogliamo prima approfondire il motivo per cui oggi una persona potrebbe fare la scelta di diventare un “genitore affidatario”. Nel nostro Comune e in quelli attorno a noi, ci sono famiglie e genitori in gravi difficoltà: mamme e papà con storie di fragilità personali, genitori che per diversi motivi non riescono ad occuparsi dei propri figli come vorrebbero.

A nostro modesto avviso, la motivazione risiede nel fatto che l’affido familiare è un importante strumento di solidarietà sociale, in quanto fornisce una risposta concreta e tangibile a bambini e adolescenti che necessitano di un ambiente familiare protettivo solo per quel periodo di tempo in cui la famiglia d’origine non può garantire loro supporto e sostegno adeguati; è proprio per questo motivo che l’affido si configura come strumento temporaneo, perché a seconda del progetto elaborato per il minore dal servizio sociale comunale, insieme al servizio affidi, può avere una durata più o meno lunga, può essere part-time o a tempo pieno.

Da qui la necessità continua di sensibilizzare i cittadini su questo tipo di accoglienza, in modo da suscitare l’interesse di approfondire il tema e intraprendere questa strada consapevoli che oggi può essere fatta da famiglie, da singole persone o da nonni desiderosi di donare un po’ del proprio tempo ed energie e delle proprie esperienze.

Cos’è l’affido oggi e quali le tipologie?

Da cittadina comune, ho sempre avuto l’idea che, per via delle mie scelte di vita, fossi del tutto priva dei requisiti necessari per essere considerata idonea all’affido. Confrontandomi sul tema con Valeria e Marianna, ciò che mi ero sempre immaginata risulta del tutto privo di fondamento.

Infatti, a tutt’oggi i soggetti ritenuti in grado di poter diventare “famiglia affidataria” sono tutte le singole persone, le famiglie, le coppie con o senza figli, i nonni che si sentono in grado di dedicare parte del loro tempo ad un bambino nella loro casa.

Anche l’impegno temporale può essere diverso a seconda delle singole necessità, con l’affido “part-time” (che può consistere in alcuni giorni della settimana, i pomeriggi e/o i fine settimana) oppure a “tempo pieno”, dove il minore è accolto in forma residenziale preso la famiglia affidataria per un periodo di tempo progettato e calendarizzato mantenendo però attivi i rapporti con la famiglia di origine nei modi e nei tempi concordati con i Servizi Sociali Comunali.

L’affido a tempo parziale, per esempio, è un’esperienza di accoglienza più flessibile ma ugualmente coinvolgente poiché la famiglia affidataria diventa un importante riferimento educativo ed affettivo, utile al progetto di crescita del minore in carico ai Servizi Sociali di competenza. Il tempo dedicato a questa forma di accoglienza è utile perché indirizzato ai reali bisogni del bambino/ragazzo o della bambina/ragazza: infatti, li si può sostenere nei loro impegni scolastici (come l’aiuto ai compiti e all’apprendimento) oppure nel migliore utilizzo del tempo libero, come l’accompagnamento al parco giochi, a mostre e cinema, alle gite, ma anche il sostegno alle attività sportive.

Ma cosa si deve aspettare chi si rende disponibile a divenire una famiglia affidataria? Ovviamente, le persone che scelgono questa via, hanno il diritto di essere preparate ed informate attraverso un percorso formativo, vengono coinvolte in tutte le fasi dell’affido, hanno un sostegno individuale e di gruppo dal Servizio Affidi, godono di un contributo mensile svincolato dal proprio reddito, viene istituita una copertura assicurativa e godono di agevolazioni previste per legge, come congedi dal lavoro per le famiglie affidatarie, assegni familiari e detrazioni d’imposta.

Per avere più informazioni sul servizio affidi AffidiAmoCi, si può telefonare al numero 349-8646340 (lunedì e giovedì), oppure scrivere all’indirizzo servizio.affidi@insiemeperilsociale.it. Nelle foto sotto, l'incontro con la cittadinanza che si svolto a Bresso.

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