Luna, stelle e druidi: l’ultimo incontro al Pertini parla di archeoastronomia



L’archeoastronomia è una scienza ancora poco conosciuta dal grande pubblico. Lo scopo della conferenza, tenuta dal Dr. Stefano Spagocci del Gruppo Astrofili Cinisello Balsamo e che si tiene il 25 maggio 2018 alle 21 presso l’Auditorium del Centro Il Pertini a conclusione del ciclo “Alla scoperta dell’universo”, è quello di spiegare la nascita, la metodologia e i recenti risultati di questa nuova disciplina nelle regioni settentrionali del nostro Paese.

Oggi appare superfluo affermare che l'osservazione del cielo giocò un ruolo decisivo nello sviluppo sociale e culturale dell’umanità, anche a partire dai primissimi insediamenti umani. Infatti, non si può negare come la stessa sopravvivenza dell’uomo doveva essere strettamente legata ai fenomeni e cicli celesti: si pensi, come esempio pratico, all’agricoltura e ai cicli solari e lunari ad essa collegati. In questo specifico caso, l’osservazione astronomica determinava un indicatore temporale preziosissimo che permetteva di seminare nei tempi e nei modi ottimali ai fini di un buon raccolto. L’osservazione astronomica nell’antichità non fu utilizzata semplicemente per la sopravvivenza, ma con il progredire della civiltà divenne centrale per lo sviluppo della cultura umana.

L’archeoastronomia è a tutti gli effetti una “scienza umana” e occorre considerarla come una combinazione tra l'astronomia e l'archeologia; attualmente gli studiosi chiamano archeoastronomia (o paleoastronomia) la scienza che studia i reperti archeologici che ci tramandano il ricordo dell'attività di osservazione e studio dei corpi celesti. Uno degli aspetti fondamentali dell'Archeoastronomia è che essa deve essere praticata di pari passo con l'etnoastronomia che si occupa degli usi, dei costumi, delle tradizioni, delle concezioni astronomiche diffuse all'interno delle antiche società.

Dal punto di vista storico, è solo a partire dal XVII e XVIII secolo, con i primi studi di relazione tra l’orientamento astronomico e alcune rovine ritrovati nella campagna inglese (si veda lo studio di William Stukeley per Stonehenge nel 1740 e quello di John Aubrey e successivamente di Henry Chauncy sull'orientamento astronomico delle chiese), che si diede il via ad una vera e propria disciplina che avrebbe avuto una sua denominazione precisa solo nel 1973 grazie a Elizabeth Chesley Baity (su suggerimento di Euan MacKie).

Appuntamento quindi a venerdì 25 maggio con la conferenza dal titolo “Luna, stelle e druidi: la scienza archeo-astronomica”, al termine della quale ci sarà una piccola “sorpresa” che ne giustifica il titolo enigmatico.

Il Gruppo Astrofili Cinisello Balsamo (GACB) è un circolo culturale scientifico fondato da veri appassionati di astronomia: i loro obiettivi sono lo studio, l'osservazione del cielo e la divulgazione dell'astronomia attraverso conferenze, mostre ed eventi. Per informazioni: www.gacb.it


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