• Flavia Todisco

Gli aerostati di Amélie Nothomb, Edizioni Voland

Aggiornato il: mar 18

Leggere Amélie Nothomb è sempre un’esperienza, letteraria e non solo: è un incontro con il Genio all’ennesima potenza. Amélie Nothomb è una grande scrittrice, un genio letterario, una mente superiore (nella migliore accezione dell’espressione) e, come soltanto i Grandi sanno essere, è di una semplicità e umiltà disarmanti: lo sanno bene i suoi lettori, con cui intesse relazioni che travalicano i suoi stessi libri e sconfinano nella materia più vivace e vera, la vita.

Avevamo lasciato Amélie esattamente un anno fa, all’inizio della pandemia, quando uscì Seteper i tipi di Voland, la casa editrice con cui, fin dall’esordio, pubblica i suoi romanzi in Italia. L’avevamo anche incontrata a Roma in pochi – pochissimi – fortunati, lo scorso luglio, in una presentazione che aveva offerto respiro ai lettori, oltre al miraggio del ritorno alle presentazioni in presenza, nelle librerie, con lei, in qualità di moderatore, Paolo di Paolo.

Allora, di fronte a quello che Amélie stessa ha definito “il romanzo di una vita”, le dicemmo, supponendo che si fosse già rimessa al lavoro[1], che non eravamo in grado di immaginare che cosa potesse ancora scrivere, dato che con Sete aveva raggiunto la summa della sua opera letteraria. Lei sorrise, confermò di avere iniziato la stesura di un nuovo manoscritto e, con una modestia quasi pudica, ci rispose che un autore continua a scrivere, anche se, magari, è già riuscito a dare alle stampe il libro cui pensava da anni o, meglio, da sempre.

Ha mantenuto la parola e puntualmente a febbraio è tornata in libreria, regalandoci un nuovo romanzo, Gli aerostati, un libro che, anche questa volta, si legge in poche ore di intensa, febbrile, assoluta passione, che non lascia indenni, ma segna e scava a fondo.

Di che cosa ci parla il romanzo? Di libertà.

Attraverso i grandi classici – Stendhal, Omero, Kafka, Dostoevskij, Radiguet, particolarmente amati da Amélie e da Ange, la protagonista – questa storia pone al centro dell’esperienza umana l’esperienza della lettura, che può rivelarsi salvifica ed emancipatrice, specie per chi la affronti dalla prospettiva confusa, contorta e claustrofobica dell’adolescenza.

Ebbene sì, Amélie torna nuovamente a parlare di adolescenza e, in questo caso, lo fa attraverso Pie, sedicenne con difficoltà nella lettura, che troverà in Ange non solo una giovane e appassionata studentessa di filologia che lo aiuterà ad appassionarsi alla lettura, ma anche e soprattutto un mentore che gli ispirerà il coraggio per emanciparsi dal giogo che la famiglia alla sua età – grosso modo per tutti – rappresenta, liberandosi insieme a essa anche dei freni inibitori, dei limiti e vincoli che la società (ci) impone.

E a tal riguardo la lettura che cosa può insegnare? Che cosa ci può offrire?

Può guidarci nell’apprendistato alla libertà e alla giovinezza interiore, che non ha freni morali e intellettuali, è un’orgia di piaceri e sensi, uno stare nel mondo e nella vita reale e vivere, gustando champagne olive e cioccolata, è sfidare la forza di gravità in un Lunapark, è anche innamorarsi della persona sbagliata e fare l’amore, magari per errore.

La giovinezza è questo e molto altro ancora. È affrontare un’unica grande avventura. È ritrovare l’innocenza dopo averla perduta.

Amélie ce lo dice nel nuovo romanzo, ma ce lo ha già detto – a suo modo – in tutti gli altri 28, che lo hanno preceduto. E, in fondo, anche questa volta ci parla di sé sotto mentite spoglie: ora è Ange (e, in parte, al tempo stesso Pie), in passato è stata Pannonique, Saturnine, Pétronille e molte altre sue indimenticabili eroine.

Perché, forse, Amélie sta scrivendo un unico grande romanzo – come chiunque scriva, d’altra parte –, il romanzo della sua vita (che è un po’, sempre e comunque, anche la nostra): il romanzo della vita, che ogni grande classico racconta.

Leggetelo, se volete rendervi liberi, da qualche parte, lontano o dietro l’angolo, un aerostato vi attende.

Flavia Todisco


Autrice: Amélie Nothomb

Titolo: Gli aerostati

Traduzione: Federica Di Lella

Editore: Voland

Anno di pubblicazione: 2021

Consigliato? Mais oui, naturellement!

[1] Amélie ogni giorno, da quando sorge il sole, scrive per almeno quattro ore; in questo modo, ogni anno, realizza tre o quattro nuove opere, tra le quali, poi, sceglie quella da dare alle stampe.


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