Sara Durantini, L'evento della scrittura, 13 Lab editore


Parigi è una città inarrestabile, misteriosa, cangiante, seducente. Ha attraversato i secoli, ma sembra sempre una ragazzina saltellante, spensierata e innocente, lungo la riva di un torrente, un cesto di fiori tra le dita.

Parigi è la città delle rivoluzioni, culla delle di arti, fucina di avanguardie, crocevia di ogni eccezione e trasgressione, moderna Babele d’acciaio che annuncia, instancabile, nuove ere e visioni, in tutte le lingue che conosce.

A Parigi si ama, si vive, si studia e lavora. A Parigi si scrive, dando forma alle proprie passioni e sofferenze; per Parigi si scrive, dedicandole parole e pagine, versi o prose, tra le quali è sempre piacevole perdersi, la si conosca o semplicemente vagheggi.

È questo l’effetto che fa l’incipit de L’evento della scrittura. Sull’autobiografia femminile in Colette, Marguerite Duras, Annie Ernaux di Sara Durantini, 13 Lab Editore, in cui in poche righe si viene catapultati nel brulichio parigino fin de siècle – inizio secolo scorso.

Che piacevole scoperta questo saggio sulla genesi e la natura della scrittura in tre autrici del calibro di Colette, Duras, Ernaux. E che sorpresa, altrettanto piacevole, la penna di Sara Durantini che con perizia, sagacia e disinvoltura tratteggia i profili di tre scrittrici che, narrando di sé, hanno raccontato anche la storia delle (altre) donne e tracciato il solco entro il quale si sarebbe poi evoluta l’autobiografia femminile.

Ritroviamo Colette stesa sulla zattera, il divano-letto sul quale scrisse e trascorse gli ultimi dieci anni di scrittura e vita al Palais–Royal, in una stanza la cui finestra affacciava sulla piazza gremita e brulicante che, in suo onore, divenne Place Colette. I tormenti, gli affetti, i pieni e i vuoti della sua vita e scrittura – entità indissolubili – rivivono in questo saggio prezioso.

Marguerite Duras ci appare protesa, romanzo dopo romanzo, a descrivere e scandagliare, dandogli forma verbale, non solo il sentimento che lei stessa definì “invisibile”, l’incesto, e il suo quasi inesprimibile potenziale narrativo, ma soprattutto il rapporto di amore-odio con la madre (un rapporto che, in filigrana, accomuna la ricerca letteraria delle tre autrici e alimenta, sotterraneo e latente, la materia stessa della loro scrittura).

Annie Ernaux avanza inesorabile e maestosa, anche se fragile e minuta, nel suo andare a ritroso nel tempo alla ricerca di immagini di sé che si trasformino in scrittura e questa in corpo e materia pulsanti, inseguendo ciò che Michel Leiris, etnologo e sociologo del secolo scorso, auspicava per i propri testi: che l’evento diventasse scritto e che lo scritto diventasse evento.

I fili sottesi alla scrittura di ognuna di queste tre autrici si intrecciano inevitabilmente tra loro, rimandano gli uni agli altri e a essi si affianca, delicata, puntuale, autentica, la voce di Sara Durantini che ci racconta il proprio incontro con ciascuna di esse e con le loro opere, e ci dona alcune pagine intime, personali, dal sapore lontano, di un altro tempo, quello dell’incontro tra una studentessa appassionata e una docente universitaria dall’apparenza “arcigna” che, conversazione dopo conversazione, suggerimento dopo suggerimento, libro dopo libro, si rivela invece una figura benevola e importante, un vero mentore, che inconsapevolmente sembra averla guidata anche alla stesura del saggio.

Se amate Parigi e almeno una di queste grandi autrici, leggete L’evento della scrittura, sarà come une belle balade parisienne, una spensierata passeggiata sul lungosenna.

Se vorrete, poi, lo sottolineerete e studierete, perché, si sa, le cose belle incuriosiscono e appassionano e dove c’è passione, si scava, non si resta in superficie.

Nel frattempo, se vi va, attenderemo insieme il prossimo testo che uscirà dalla penna di Sara Durantini, ma lei faccia con calma, non c’è fretta, ha ancora questa sua creatura da fare crescere e conoscere. E noi le auguriamo il meglio.

Flavia Todisco

Autrice: Sara Durantini

Titolo: L’evento della scrittura.

Sull’autobiografia femminile in Colette, Marguerite Duras, Annie Ernaux

Editore: 13 Lab

Anno di pubblicazione: 2021


Consigliato? A chi ama la bellezza, quella che stilla e conquista con grazia leggiadra a passo di danza


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